My favourite places in NY

My favourite places in NY are:

**rullo di tamburi**

 

attenzione questa non è assolutamente da considerarsi una classifica

 

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  1.   Central Park

Scontatissimo e idilliaco per tutta la durata dell’anno.

Questo posto mi è piaciuto per due ragioni/ in due stagioni differenti:

  • d’estate è qui che si concentrano tutte le attività artistiche della città, sto parlando sia di concertoni che di sviolinate solitarie che si armonizzano alla perfezione con una fugace passeggiata;
  • in autunno invece la natura dà il meglio di sè esprimendo quei caldi colori che in pochi attimi mi trasportano in un immaginario Vermont.

Central Park è il cuore di New York, tutto sembra girare intorno a questo magico posto.

E’ da considerarsi un peccato mortale non visitarlo durante l’apertura della pista di pattinaggio o in concomitanza dell’omonima maratona, che generalmente ha luogo nella prima settimana di novembre.DSC_1667DSC_1291

2. Il ferryboat gratuito per Staten Island ti permette di rendere speciale un’attrattiva prettamente turistica: non puoi scendere a vedere la statua della libertà nè in realtà avvicinarti quanto potresti fare con i tour a pagamento però puoi stare in santa pace seduto a guardare i grattacieli allontanarsi e goderti l’atmosfera secondo me più rilassante di tutta la città. Ma soprattutto dopo non può mancare la passeggiata a Battery Park.DSC_1632

3. Il mio posto preferito in assoluto è l‘High line ovvero una ferrovia in disuso che è stata rimordenata a passeggiata tra i palazzi. E’ bellissimo poter attraversare i quartieri e ammirare un capolavoro di architettura alla luce del tramonto. Una delle mie viste preferite è quella sulla 10th avenue.DSC_1557DSC_1575.jpg

4. Rimanendo nei dintorni dell’High Line c’è Bubby’s, uno dei migliori cafè in cui fare brunch anche se un po’ costosetto.

5. Il Metropolitan Musem non è solo un museo ma è anche una delle terrazze panoramiche più romantiche della città. Se ammirate l’arte ma soprattutto la storia è una tappa d’obbligo, soprattutto considerando il fatto che l’ingresso è a offerta libera.DSC_1348DSC_1407

6. Madison Park è uno dei posti perfetti in cui passare la propria pausa pranzo tra Shake Shack e Flatiron building.

7. Bryant Park invece ha tutto un altro fascino: qui potete trovare uno dei mercatini più belli di Manhattan ma soprattutto la Public library, uno dei miei posti preferiti in assoluto.

8. Una finestra sul mondo mi si apre ogni volta che mi piazzo davanti alla notte stellata di Van Gogh al MOMA, purtroppo il prezzo del biglietto è abbastanza alto per cui diciamo che tornarci spesso risulta un po’ impegnativo.

9. Il botanical garden di New York è spettacolare, fin’ora il più bello che abbia mai visto. Qui si perde totalmente la cognizione del tempo e della città metropolitana in cui si è immersi; le uniche indicazioni che mi sento di dare è di snobbare il trenino che fa il giro del complesso e il raggiungimento di tale sito con i mezzi pubblici. Diciamo che la passeggiatina nel Bronx non è tra le mie cose preferite da fare a NY.

10. Il Guggenheim museum è un posto che mi è molto caro, per me rappresenta l’accostamento perfetto tra architettura e galleria d’arte, un po’ come la Nedbalka Gallery a Bratislava. E’ l’unico che abbia visitato della Guggenheim collection e devo dire che effettivamente mi è davvero piaciuta la disposizione data alle opere.

11. La Chinatown newyorkese, seconda solo a quella di Bangkok,  è il posto perfetto dove andare alla ricerca di qualche ristorantino cinese.

12. Brooklyn è indefinibile, rappresenta troppe cose.

13. I miei ristoranti preferiti, ovviamente dopo Chinatown, sono:

Benihana, la prenotazione è d’obbligo ma oltre che una splendida cena potrete assistere a un vero e proprio spettacolo.

Sarabeth’s Kitchen, tipico posto in cui fare il brunch domenicale.

Five Guys, il fast food più buono del mondo anche se un po’ difficile da digerire; una volta entrati vi scordete del Mc in un attimo.

Sapporo, è uno dei miei posti preferiti per la pausa pranzo. Il ristorante giapponese che mai vi sognereste di trovare, qui il sushi non è di casa ma lascia il posto a soup e noodle abbattendo decisamente l’attesa e il conto finale.

 

New York è immensa, oltre a questi esistono altri tremila posti da visitare ma diciamo che questi mi hanno fatto battere particolarmente il cuore.

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LA PRIMA VOLTA CHE SONO SCAPPATA A NEW YORK..

La prima volta che ho pensato che avrei voluto aprire un blog avevo appena 18 anni, la mia vita era appena stata stravolta e io avevo deciso di andare alla ricerca di un qualcosa che ancora oggi non so bene cosa fosse. Questo è quello che continuo a ripetermi ma la realtà è che non è andata proprio così: ho sempre desiderato e avuto la convinzione che “da grande” non avrei mai intrapreso studi e lavoro nella mia città. A 18 anni mi sono ritrovata a pensare di non poter più fare nulla del genere ma sinceramente allora non era la mia più grande preoccupazione. Una sera a cena a casa mia venne un caro amico di mio padre, lui abita a New York e scherzando mi invitò a stare da lui per un po’, o almeno io pensavo che scherzasse. Dopo un paio di mesi mi arriva una sua email in cui mi dice ” hey ho prenotato i biglietti aerei e la scuola per te a luglio!”: per cui no, non sono stata così coraggiosa come molti pensano. Mi sono ritrovata in un’avventura del genere e non mi sono tirata indietro, tutto qui. L’idea di aprire un blog è quindi nata mentre ero tutta sola in volo per New York, così ho cominciato a scrivere ma grazie a Dio rileggendo il tutto ho realizzato che no, non potevo basarmi su monologhi alla Carry’s diaries e creare castelli di carta su sogni e speranze che chissà se avrei mai realizzato. In realtà durante la mia permanenza ho scritto ben poco perchè le emozioni erano troppo forti, ero ancora nel bel mezzo di una crescita repentina e non avevo abbastanza lucidità non tanto per rendermene conto ma per dare un giusto peso alle mie parole.

Tutto questo preambolo ha una motivazione. Se generalmente scrivo sia per raccontare la mia esperienza sia per dare indicazioni riguardanti i miei itinerari, questa volta la situazione è ben diversa. Questo che sto per raccontarvi non è un viaggio ma la mia più grande esperienza formativa perciò se vi aspettate recensioni di attrazioni e ristoranti non siete nel posto giusto.

La mia prima volta a New York:

Non sono una persona molto espansiva ed estroversa per cui, quando all’aereoporto mi è venuta incontro una bambina con la faccia dipinta da leone, i suoi abbracci mi hanno lasciato un po’ perplessa, soprattutto perchè era la prima volta in vita sua che mi vedeva. Se devo essere sincera, era proprio quello di cui avevo bisogno: così Leah è diventata in un secondo mia sorella. Durante la mia permanenza i suoi genitori sono diventati un po’ i miei e mai in vita mia avrei immaginato che esistessero persone che allo stesso tempo fossero sia uguali a me sia uguali a quello che vorrei essere. Nelle 3 settimane che ho passato nella loro casa ho capito che Nathalie,  la madre, era identica in tutto e per tutto a me e che Marc, il padre, racchiudeva tutto quello che avrei voluto migliorare in me. Ho passato giornate indimenticabili: la mattina frequentavo corsi di inglese alla Kaplan all’81esimo piano dell’Empire State Building e il pomeriggio esploravo la città con gli amici che mi sono fatta al corso o con Leah. In questo viaggio ho scoperto la bellezza di avere amici stranieri: ho visto con i miei occhi quanto noi europei siamo più simili di quanto pensiamo, quanto dolci e amichevoli possano essere gli asiatici ma soprattutto ho realizzato che tutti noi siamo dei gran sognatori. Se con alcuni ho perso i contatti, con altri basta un messaggio di auguri per sentirmi a casa e questa è una cosa che non ho mai più ritrovato da nessun’altra parte.

Ho visitato gallerie d’arte con persone fantastiche, ho portato Leah in tutti i parchi della città, ho lasciato il cuore a Central Park, ho fatto una passeggiata con la mia famiglia sulla Skyline (uno dei miei posti preferiti nel mondo), ho portato un mio amico coreano a pranzo fuori in un ristorante italiano e il giorno dopo lui ha portato me in uno coreano, ho esplorato l’orto botanico più bello del mondo, ho incontrato mia cugina che all’epoca viveva a Miami e che avevo visto soltanto 3 volte, ho mangiato indiano, cinese, coreano, messicano, italiano, giapponese e francese e ho persino avuto un vero e proprio appuntamento.

E’ stata l’esperienza della mia vita e non posso non ringraziare tutte le persone che ne hanno fatto parte.