Cosa ho letto durante la primavera e cosa vi consiglio di leggere sotto l’ombrellone.

Durante questa primavera non ho letto molto ma ho fatto delle ottime scelte, era molto tempo che non leggevo libri così piacevoli quindi eccomi qui a proporveli come letture estive:

  • Trans europa express ” di Paolo Rumiz

Tutto un mondo, tutto un viaggio, tutta una vita racchiusi in un libro se non in una frase di esso: “Nessuno mi toglierà la certezza che l’Europa era più Europa un secolo fa, quando mia nonna andava in treno in giornata da Trieste alla Transilvania”. Rumiz mi ha fatto viaggiare con la fantasia e allo stesso tempo mi ha fatto capire l’animo di un vero viaggiatore; mi ha fatto capire che spesso le cose più belle sono quelle che gli altri non hanno visto, non vedono e non potranno mai vedere perchè con uno spirito del genere ci si nasce. Questo libro non è un semplice diario di viaggio ma una richiesta ad alta voce da parte di un Signore d’altri tempi, un invito a non perdersi in chiacchiere e ad ammirare le piccole cose che allo stesso tempo ci circondano ma di cui dobbiamo andare alla ricerca. Lo stile è quello di un giornalista, di un reporter che però riesce ad andare oltre la semplice esposizione di fatti, luoghi e persone. Rumiz riesce allo stesso tempo a farti venir voglia di andare nei posti più sperduti, quelli che solo lui conosce, e farti odiare il “globale”. La lettura lascia una nota amara, una voglia di voler andare in quei luoghi così meravigliosamente descritti ma allo stesso tempo la consapevolezza che non ci andrai mai.

  • La certosa di Parma” di Stendhal

Se in “Il rosso e il nero” Stendhal era riuscito a piacermi con qualche sutterfugio soltanto alla fine, questa volta c’è riuscito alla grande fin dalla prima riga. Mi ero dimenticata di quanto potesse essere intrigante un racconto, in particolare un romanzo storico. Appassionante e struggente, tutto è delineato alla perfezione: personaggi, ambienti, trama. Non mi sento in grado di esprimere un ulteriore giudizio, positivo che sia, su un capolavoro del genere. L’unica cosa che vorrei sapere è: secondo voi a che edificio si è ispirato per la famosa certosa?

  • Fiori per Algernon” di Daniel Keyes

Uno dei libri più belli che mi siano mai stati regalati e che non vedo l’ora di regalare ad altri. Il genere non è uno dei miei soliti, nonostante il fantasy non mi abbia mai deluso non sono mai propensa a iniziarne uno chi sa perchè. Davvero apprezabile soprattutto per chi comunque ha una adeguata cultura in merito, non è facile infatti trovare libri su tematiche del genere. Keyes riesce a trattare argomenti che farebbero apparire dei bigotti il 90% degli scrittori, riesce a metterti un testa un tarlo che ti ripete continuamente: “sono leciti i miei studi? Fino a che punto sarei in grado di spingermi? Sarei in grado di fermarmi? E se la sete di sapere non fosse una cosa prettamente positiva?”.

  • Le particelle elementari” di Michel Houellebecq

Premetto che nonostante io sia consapevole che è un libro per pochi,  provo comunque a proporlo. E’ una di quelle cose che o la si odia o la si ama e che dire se non che l’ho amata alla stragrande? E’ che ha toccato le corde del mio cinismo e del mio realismo fino a risvegliare quelle emozioni che provavo solo in una fase prettamente adolescenziale. Se oggi il continuo correre mi impedisce di fermarmi a riflettere su tematiche così importanti come facevo una volta, Houellebecq (che da ora chiamaerò H. per fare un favore un po’ a tutti) mi ha cominciato a prendere a schiaffi finchè non mi ha ricordato di ricominciare a pensare. Se da una parte le tematiche sono pesanti, la trama riesce a farti trattenere il fiato e a impedirti di chiudere il libro se non strettamente necessario. H. è riuscito a unire le paure più che irrazionali che provavo una volta con ciò che sto studiando e sto cercando di spiegarmi, la biologia.

Mi raccomando se avete già letto questi libri non esitate a farmelo sapere.

#booktag

La sessione mi distrugge ed è proprio in questo periodo che mi viene una voglia matta di leggere ma purtroppo il mio cervello è troppo fuso per poter concepire un’idea o anche per soltanto per poter immaginare qualcosa che non sia un estere o un embrione di pollo. Sì, ho preso la brutta decisione di inoltrarmi nel fantastico mondo delle scienze biologiche; va bene, errare è umano; perseverare è puro masochismo ma sapete in fondo alla fatica  c’è nascosta una bella dose di passione. 

Ma non divaghiamo troppo: non posso leggere quanto voglio per cui durante le pause navigo un po’ qui, un po’ lì finché non mi imbatto in un articolo di @thebookcaseofmylife e a quel punto decido di scrivere (e anche di andare a dormire).

Ho deciso di prendere anche io l’iniziativa e da grande lettrice rispondo al #booktag e di conseguenza alle seguenti fatidiche domande.

Where do you buy your books from?

Libraccio non è solo uno stile di vita, è una vera è  propria drogata. Vi sfido, provate a farne a meno.

Do you ever pre orders book and if so do you do this in store or online?

Generalmente non ordino neanche i libri universitari, figuratevi gli altri. Pensandoci bene l’unico libro che ho ordinato e comprato su internet è stato un atlante di embriologia comparata. E’ stato un caso isolato, disperato, lo giuro!

On average how many books do you buy a month?

Scontatamente vi dico che dipende: ci sono volte che vado da ibs e mi prende la foga, esco con più libri di quanti realmente ne possa leggere. Poi ci sono volte in cui esco delusa da me stessa per non essere riuscita a trovare nulla. Ciò è dovuto al fatto che non entro mai sapendo di dover comprare qualcosa, mi lascio ispirare oppure finalmente tra l’usato arriva quel libro che aspetto da anni e..

Do you use your local library?

Praticamente ci abito ma ci vado solo per studiare. Non ho mai preso in prestito un libro per puro piacere. Una volta ne presi uno per l’università ma dopo aver passato l’esame mi sono data alla pazza gioia, l’ho dimenticato tra i vari libri e riportandolo in ritardo, molto ritardo… mi hanno sospesa fino all’aprile prossimo. Bad girl, altro che Rihanna.

How do you feel about charity shop/ second hand book?

Comprando un libro nuovo perdo l’occasione di comprarne 4 usati. Ogni tanto entrando in una libreria normale ci provo a comprarne di nuovi ma proprio non ci riesco. Non vi dico lo sforzo che devo fare quando ne devo regalare e non posso prenderli usati, una parte della mia anima soffre fino a morirne.

Do you keep your read and TBR pile togheter/on the same book shelf or not?

 Lo ammetto TBR l’ho googlato: comunque sia, no, ho due librerie separate, in realtà tre. Nella mia camera ho una libreria con i libri che dovrei studiare e leggere, nello studio ne ho una con i libri letti da me e mio padre e in salone ne ho una con libri da collezione, prevalentemente libri di fotografia.

Do you plan to read all of the books that you own?

No, alcuni li compro per fare sport portandoli a casa, altri li ho comprati per metterli nella stufa prima di scoprire che era alimentata a pellet. 

What do you do with books that you own that you feel you will never read/ felt you did not enjoy?

Rimangono lì insieme agli altri.

Have you ever donated book?

Sì una volta portai in biblioteca tutti i doppioni accumulati negli anni.

Do you feel you buy to much books?

Eresia.

Do you think it’s time to go to bed?

Yes, of course. Goodnight.


Il mio processo a “il processo” di Kafka

​Generalmente Kafka mi piace, non mi pesa mai il fatto che i suoi scritti siano in buona parte incompiuti ma questa volta proprio no….no.. uno di quei libri in cui ti ritrovi a fine pagina e pensi: sto delirando io? Non mi ha evocato neanche quel senso di angoscia che tutti dicono, niente di niente. Tutto molto insensato e senza che ciò abbia un senso (?). 

Al di là delle critiche: molto forte l’immedesimazione nel personaggio, coinvolgente il capitolo sulla revoca dell’avvocato e sul commerciante, terrificante l’idea che dà dei personaggi femminili. 

La lettura in sé è molto scorrevole, poco pesante ma alla fin fine mi sfugge il senso di tutto ciò. A volte mi capita, raramente ma mi capita. Dopo aver chiuso l’ultima pagina di “il processo” è stato come quando sono uscita dal cinema dopo aver visto “Ave Cesare” dei fratelli Cohen. Insomma. Bo. Cercasi illuminazione.