Tropici europei: Madeira

Mai luogo fu più di parola: tutte le emozioni che Madeira ti promette di dare, tutte quante ti piombanno addosso dopo il primo sguardo al panorama. Mare, sole, vento, spiagge, piscine, foreste, frutta e TREKKING.

Le mie prime esperienze di trekking sono state fatte qui quindi perdonatemi se non so ben dirvi se mi sono più innamorata di quest’isola o di questa tipologia di esperienza.

Se devo essere sincera le emozioni iniziano ancor prima dell’atterraggio: l’aereoporto Cristiano Ronaldo è il nono per pericolosità al mondo, la pista è davvero breve e una parte di essa è poggiata direttamente sull’oceano ma fermatevi qui, non googlatelo assolutamente altrimenti non ci andrete mai e vi assicuro che vi perderete tanto.

Madeira è un arcipelago di isole vulcaniche formate da Porto Santo, Madeira e altre isolette: personalmente sono stata soltanto sulla seconda per cui parlerò, per ora, solo di questa.

La sua vicinanza con l’Africa è tale che durante tutto l’anno sono presenti fiori e frutti esotici. La cosa meravigliosa di questo posto è che ogni luogo ha caratteristiche naturali differenti:

  • le spiagge sono per lo più rocciose ma qualcuna sabbiosa potreste anche trovarla, ad esempio noi ne avevamo una proprio sotto l’hotel;
  • i centri cittadini sono sia all’avanguardia come Funchal sia dei veri e proprio villaggi, per ammirarne alcuni consiglio una visita nella regione di Machico;
  • l’entroterra è fondamentalmente montuoso ma allo stesso tempo potrete trovare foreste che non hanno niente da invidiare a una “normale” foreste pluviale.

Come avrete ben capito l’auto è essenziale, a meno che non vogliate stare tutto il tempo a prendere il sole in riva al mare. Se avete un qualsivoglia sentore di andare a fare una passeggiata nell’entroterra ricordatevi di richiedere una Macchina con la m maiuscola perchè altrimenti faticherete un bel po’ in salita. Le strade sono tranquillissime, almeno lo sono per un’italiana: fondamentalmente intorno all’isola c’è una sorta di raccordo anulare che vi permetterà di andare ovunque. Noi abbiamo noleggiato una twingo per una cifra davvero irrisoria ma con il tempo abbiamo capito che per le salite non era proprio il massimo ma niente di irrisolvibile, basta un po’ di pazienza.

In molti risiedono a Funchal, noi cercavamo un posto un po’ più tranquillo per cui abbiamo scelto la Ribeira Brava, in particolare https://www.booking.com/hotel/pt/bravamar.it.html.

Ma insomma cosa fare a Madeira??

  • “passeggiatina” da Pico de Ruivo a Pico de Areiro, ben 5,6 km con un dislivello di circa 300 m. Non saprei come descrivervelo a parole per cui lascio parlare le mie foto.DSC_9917DSC_9907DSC_9887DSC_9709

Vi do solo qualche consiglio pratico: partite molto presto perchè il dislivello è di 300 m ma il saliscendi è continuo e a meno che non vi arrendiate al taxi vi “tocca” anche il viaggio di ritorno. Non lasciatevi intimorire dalla marea di gente che troverete all’entrata, in moltissimi si fermano all’osservatorio accanto allo shop.

  •  Levada Calderaio Verde, una giornata a camminare in mezzo a qualcosa di spettacolare. Ore di cammino per poi giungere a un incantevole laghetto con tanto di cascata. Il sole lo vedrete ben poco ma ne vale davvero la pena. Solo per i più temerari il percorso continua fino al calderaio do inferno.

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  • Caminho de sao Lourenço, non fate come noi: non sottovalutatelo. Non è di certo il più difficile dell’isola ma un po’ di attrezzatura tecnica non fa male, soprattutto tanta crema solare! Questa volta infatti il percorso si trova proprio sulla costa e la meta è la fantomatica punta di Sao Lourenço, dominata da un migliaio di spavalde lucertole

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  • Lava pools, una delle attrazioni principali a cui noi però non siamo andati. In compenso al ritorno dalla punta de sao laurenco e in attesa del nostro aereo ci siamo fermati a farci un bagno a http://www.quintadolorde.pt/, un posto pazzesco con un servizio che non può essere da meno.
  • fermarsi a vedere le case di paglia a Santana
  • cenare in un ristorante indiano, non chiedetemi perchè ma sull’isola sono ovunque

Questo post lo dedico al cavalletto gentilmente concesso da Franco Bianco, qui giacerà per sempre perso/rubato da qualche parte e per sempre rimarrà lì impalato davanti a quei bellissimi tramonti.

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