BANGKOK e confusione interiore

DSC_2768Ho aspettato a lungo prima di scrivere questo post perchè Bangkok mi ha lasciata un pochino interdetta, ho aspettato di “digerire” neanche io so cosa. Sono quasi passati due mesi dal mio ritorno dalla Thailandia e ancora non è cambiato nulla. Sono ancora confusa. Sapevo che la prima volta in Asia sarebbe stata indimenticabile, tutti i suoi visitatori concordano sul fatto che o la si ama o la si odia eppure a confondermi non sono nè l’Asia nè la Thailandia ma Bangkok.

Per cui ho deciso di fare qualcosa di diverso dal solito e raccontare ciò che io ho provato visitando la città e non ciò che ho visitato.

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Se vi aspettate che il mondo cambi appena mettete piedi fuori dall’aereo vi sbagliate: l’aereoporto e i trasporti verso la città sono più moderni dei nostri e vi dirò di più, in meno di un’ora riuscirete ad avere una sim thailandese e giungere alla vostra prima destinazione.

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Tutto cambia quando mettete piede fuori da Hua Lamphong: i primi cinque minuti sono infernali, ecco il primo contatto con il caldo ma soprattutto con l’umidità e la cappa di smog, appena presa coscienza che i vostri polmoni non sono a loro agio non vi resta che guardarvi intorno e osservare la marea di gente che nella “hall” si sente come a casa propria (c’è chi stende per terra una stuoia, chi dorme, chi mangia con tanto di piatti e posate, chi chiacchiera e chi addirittura prepara i bagagli),ora bisogna uscire e andare incontro all’incubo più grande della vostra vacanza, i tuktuk. I tuktuk sono il male, a fine giornata le orecchie vi fischieranno e di sottofondo sentire una voce indistinta che ripete “where are you going? tuktuk?“.

La prima metà della giornata è persa in uno sguardo ebeto incapace di intendere chi è dannatamente gentile e chi sta cercando di fregarvi. Saltare questa che sarebbe la parte “spiacevole” è secondo me impossibile ma informandovi prima di partire si possono minimizzare i tempi di assimilazione: chiunque vi cerchi di aiutare e inserisce nella frase le parole “cheap” /o “bath” sta cercando di raggirarvi, con loro è secondo me più che lecito essere sgarbati.

Il concetto è semplice, in Thailandia avete un potere di acquisto spaventoso ma questo non vuol dire che i soldi che vi siete guadagnati lavorando sia giusto sperperarli regalandoli a persone che non se le meritano. Nel paese della gentilezza è ancora più doveroso stare attenti a chi cerca di aumentare i prezzi, non fidarsi di queste persone è un dovere che ogni turista dovrebbe rispettare, un dovere nei confronti di tutti i thailandesi onesti. La cosa più importante è capire quale sia la linea di confine, impuntarsi per pochi bath è giusto nei limiti di una situazione sicura. Prendendo un tuktuk può tranquillamente capitare di trovarsi in posti isolati in cui vengono proposte cifre esorbitanti per un semplice giro in barca.

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Bangkok è pericolosa e allo stesso tempo gentile, è questo il problema di fondo: per questo sconsiglio questa città come prima tappa, al di fuori di Bangkok è tutto molto più semplice. Ma Bangkok non è invivibile e l’unica vera pecca sono i trasporti: una volta sconsigliati i tanto famosi tuktuk non restano che i propri piedi, i mezzi pubblici (pazzeschi e straconsigliati) e i taxi. Quest’ultima categoria è molto strana, appena vedono lo straniero sembrano dileguarsi negli angoli più disparati della città, di sottofondo credo ci sia un’intesa clandestina con i proprietari dei tuktuk ma questa è tutta una mia supposizione. I viaggi in taxi sono molto economici (con tassametro) e molto comodi, scaricatevi Grab e date una svolta al vostro viaggio.

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Bangkok all’inizio può sembrare immensa, deludente e troppo intensa ma con il tempo la si comincia ad amare. Gli alloggi sono fantastici e molto economici, io ho alloggiato presso Krung Thon Buri che reputo la zona migliore: è molto moderna, piena di grattacieli, ben collegata e molto tranquilla. A Bangkok infatti è facilissimo spostarsi con i traghetti per cui un alloggio nei pressi del fiume è l’ideale.

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Ma la cosa che mi è piaciuta più di Bangkok è la sua capacità di rappresentare il proprio paese in ognuno dei suoi aspetti, anche quelli più discordanti: le strade di Bangkok sono caotiche ma i mezzi pubblici funzionano molto bene, è molto legata alle antiche tradizioni ma allo stesso tempo è più moderna di qualsiasi città italiana, ci sono moltissimi giovani venuti a tentar fortuna e moltissimi anziani che risiedono nella città da decenni, ci sono magazzini per ogni fascia di prezzo, ci sono cibi per ogni tipo di palato. Bangkok è la capitale di un paese stupendo, dalle tradizioni antichissime che convivono perfettamente con questo spirito di rivoluzione. Nessuno sembra aver paura del cambiamento perchè nessun thailandese può immaginare i propri ideali scemare.

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Bangkok per me significa molte cose, una delle più importanti è Rama IX: quando ho visitato Bangkok, la Thailandia si stava preparando per i funerali del proprio re quindi la città era il posto di ritrovo di thailandesi provenienti da tutto il paese venuti per omaggiare il proprio re. Per la prima volta in vita mia ho visto l’effetto su una popolazione di una monarchia illuminata: ho visto bellezza, speranza, rispetto, amore, solidarietà, voglia di andare avanti e uno dei dolori più sinceri al mondo.

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Non meno importante  nell’impressione generale su Bangkok è il cibo, in questa città troverete il miglior street food di sempre, per giorni mi sono cibata solo di questo, i ristoranti che ho visitato sono infatti molto pochi. Posti straconsigliati sono quindi street food ovunque, in particolare a Chinatown, e il Food Court nell’area centro commerciale. Molto famoso è Err, ma secondo me non è niente di speciale, soprattutto in relazione al prezzo https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g293916-d8772948-Reviews-Err_Urban_Rustic_Thai-Bangkok.html .

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Ok, forse non resisto ed ecco una lista di cosa vedere e fare a Bangkok:

  • -passeggiata a Chinatown
  • -mercato degli amuleti
  • -Wat Arun
  • -Palazzo reale
  • -passare una giornata nei mall
  • -farsi fare un massaggio thailandese o meglio un massaggio ai piedi
  • -Wat Phra Kaew
  • – passare un pomeriggio tra i varani al parco Lumphini
  • -Wat Pho
  • -visitare il Bangkok art and cultur centre
  • -scappatina ad Ayutthaya di cui vi racconterò in un altro post.

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My favourite places in NY

My favourite places in NY are:

**rullo di tamburi**

 

attenzione questa non è assolutamente da considerarsi una classifica

 

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  1.   Central Park

Scontatissimo e idilliaco per tutta la durata dell’anno.

Questo posto mi è piaciuto per due ragioni/ in due stagioni differenti:

  • d’estate è qui che si concentrano tutte le attività artistiche della città, sto parlando sia di concertoni che di sviolinate solitarie che si armonizzano alla perfezione con una fugace passeggiata;
  • in autunno invece la natura dà il meglio di sè esprimendo quei caldi colori che in pochi attimi mi trasportano in un immaginario Vermont.

Central Park è il cuore di New York, tutto sembra girare intorno a questo magico posto.

E’ da considerarsi un peccato mortale non visitarlo durante l’apertura della pista di pattinaggio o in concomitanza dell’omonima maratona, che generalmente ha luogo nella prima settimana di novembre.DSC_1667DSC_1291

2. Il ferryboat gratuito per Staten Island ti permette di rendere speciale un’attrattiva prettamente turistica: non puoi scendere a vedere la statua della libertà nè in realtà avvicinarti quanto potresti fare con i tour a pagamento però puoi stare in santa pace seduto a guardare i grattacieli allontanarsi e goderti l’atmosfera secondo me più rilassante di tutta la città. Ma soprattutto dopo non può mancare la passeggiata a Battery Park.DSC_1632

3. Il mio posto preferito in assoluto è l‘High line ovvero una ferrovia in disuso che è stata rimordenata a passeggiata tra i palazzi. E’ bellissimo poter attraversare i quartieri e ammirare un capolavoro di architettura alla luce del tramonto. Una delle mie viste preferite è quella sulla 10th avenue.DSC_1557DSC_1575.jpg

4. Rimanendo nei dintorni dell’High Line c’è Bubby’s, uno dei migliori cafè in cui fare brunch anche se un po’ costosetto.

5. Il Metropolitan Musem non è solo un museo ma è anche una delle terrazze panoramiche più romantiche della città. Se ammirate l’arte ma soprattutto la storia è una tappa d’obbligo, soprattutto considerando il fatto che l’ingresso è a offerta libera.DSC_1348DSC_1407

6. Madison Park è uno dei posti perfetti in cui passare la propria pausa pranzo tra Shake Shack e Flatiron building.

7. Bryant Park invece ha tutto un altro fascino: qui potete trovare uno dei mercatini più belli di Manhattan ma soprattutto la Public library, uno dei miei posti preferiti in assoluto.

8. Una finestra sul mondo mi si apre ogni volta che mi piazzo davanti alla notte stellata di Van Gogh al MOMA, purtroppo il prezzo del biglietto è abbastanza alto per cui diciamo che tornarci spesso risulta un po’ impegnativo.

9. Il botanical garden di New York è spettacolare, fin’ora il più bello che abbia mai visto. Qui si perde totalmente la cognizione del tempo e della città metropolitana in cui si è immersi; le uniche indicazioni che mi sento di dare è di snobbare il trenino che fa il giro del complesso e il raggiungimento di tale sito con i mezzi pubblici. Diciamo che la passeggiatina nel Bronx non è tra le mie cose preferite da fare a NY.

10. Il Guggenheim museum è un posto che mi è molto caro, per me rappresenta l’accostamento perfetto tra architettura e galleria d’arte, un po’ come la Nedbalka Gallery a Bratislava. E’ l’unico che abbia visitato della Guggenheim collection e devo dire che effettivamente mi è davvero piaciuta la disposizione data alle opere.

11. La Chinatown newyorkese, seconda solo a quella di Bangkok,  è il posto perfetto dove andare alla ricerca di qualche ristorantino cinese.

12. Brooklyn è indefinibile, rappresenta troppe cose.

13. I miei ristoranti preferiti, ovviamente dopo Chinatown, sono:

Benihana, la prenotazione è d’obbligo ma oltre che una splendida cena potrete assistere a un vero e proprio spettacolo.

Sarabeth’s Kitchen, tipico posto in cui fare il brunch domenicale.

Five Guys, il fast food più buono del mondo anche se un po’ difficile da digerire; una volta entrati vi scordete del Mc in un attimo.

Sapporo, è uno dei miei posti preferiti per la pausa pranzo. Il ristorante giapponese che mai vi sognereste di trovare, qui il sushi non è di casa ma lascia il posto a soup e noodle abbattendo decisamente l’attesa e il conto finale.

 

New York è immensa, oltre a questi esistono altri tremila posti da visitare ma diciamo che questi mi hanno fatto battere particolarmente il cuore.

LA PRIMA VOLTA CHE SONO SCAPPATA A NEW YORK..

La prima volta che ho pensato che avrei voluto aprire un blog avevo appena 18 anni, la mia vita era appena stata stravolta e io avevo deciso di andare alla ricerca di un qualcosa che ancora oggi non so bene cosa fosse. Questo è quello che continuo a ripetermi ma la realtà è che non è andata proprio così: ho sempre desiderato e avuto la convinzione che “da grande” non avrei mai intrapreso studi e lavoro nella mia città. A 18 anni mi sono ritrovata a pensare di non poter più fare nulla del genere ma sinceramente allora non era la mia più grande preoccupazione. Una sera a cena a casa mia venne un caro amico di mio padre, lui abita a New York e scherzando mi invitò a stare da lui per un po’, o almeno io pensavo che scherzasse. Dopo un paio di mesi mi arriva una sua email in cui mi dice ” hey ho prenotato i biglietti aerei e la scuola per te a luglio!”: per cui no, non sono stata così coraggiosa come molti pensano. Mi sono ritrovata in un’avventura del genere e non mi sono tirata indietro, tutto qui. L’idea di aprire un blog è quindi nata mentre ero tutta sola in volo per New York, così ho cominciato a scrivere ma grazie a Dio rileggendo il tutto ho realizzato che no, non potevo basarmi su monologhi alla Carry’s diaries e creare castelli di carta su sogni e speranze che chissà se avrei mai realizzato. In realtà durante la mia permanenza ho scritto ben poco perchè le emozioni erano troppo forti, ero ancora nel bel mezzo di una crescita repentina e non avevo abbastanza lucidità non tanto per rendermene conto ma per dare un giusto peso alle mie parole.

Tutto questo preambolo ha una motivazione. Se generalmente scrivo sia per raccontare la mia esperienza sia per dare indicazioni riguardanti i miei itinerari, questa volta la situazione è ben diversa. Questo che sto per raccontarvi non è un viaggio ma la mia più grande esperienza formativa perciò se vi aspettate recensioni di attrazioni e ristoranti non siete nel posto giusto.

La mia prima volta a New York:

Non sono una persona molto espansiva ed estroversa per cui, quando all’aereoporto mi è venuta incontro una bambina con la faccia dipinta da leone, i suoi abbracci mi hanno lasciato un po’ perplessa, soprattutto perchè era la prima volta in vita sua che mi vedeva. Se devo essere sincera, era proprio quello di cui avevo bisogno: così Leah è diventata in un secondo mia sorella. Durante la mia permanenza i suoi genitori sono diventati un po’ i miei e mai in vita mia avrei immaginato che esistessero persone che allo stesso tempo fossero sia uguali a me sia uguali a quello che vorrei essere. Nelle 3 settimane che ho passato nella loro casa ho capito che Nathalie,  la madre, era identica in tutto e per tutto a me e che Marc, il padre, racchiudeva tutto quello che avrei voluto migliorare in me. Ho passato giornate indimenticabili: la mattina frequentavo corsi di inglese alla Kaplan all’81esimo piano dell’Empire State Building e il pomeriggio esploravo la città con gli amici che mi sono fatta al corso o con Leah. In questo viaggio ho scoperto la bellezza di avere amici stranieri: ho visto con i miei occhi quanto noi europei siamo più simili di quanto pensiamo, quanto dolci e amichevoli possano essere gli asiatici ma soprattutto ho realizzato che tutti noi siamo dei gran sognatori. Se con alcuni ho perso i contatti, con altri basta un messaggio di auguri per sentirmi a casa e questa è una cosa che non ho mai più ritrovato da nessun’altra parte.

Ho visitato gallerie d’arte con persone fantastiche, ho portato Leah in tutti i parchi della città, ho lasciato il cuore a Central Park, ho fatto una passeggiata con la mia famiglia sulla Skyline (uno dei miei posti preferiti nel mondo), ho portato un mio amico coreano a pranzo fuori in un ristorante italiano e il giorno dopo lui ha portato me in uno coreano, ho esplorato l’orto botanico più bello del mondo, ho incontrato mia cugina che all’epoca viveva a Miami e che avevo visto soltanto 3 volte, ho mangiato indiano, cinese, coreano, messicano, italiano, giapponese e francese e ho persino avuto un vero e proprio appuntamento.

E’ stata l’esperienza della mia vita e non posso non ringraziare tutte le persone che ne hanno fatto parte.

Tropici europei: Madeira

Mai luogo fu più di parola: tutte le emozioni che Madeira ti promette di dare, tutte quante ti piombanno addosso dopo il primo sguardo al panorama. Mare, sole, vento, spiagge, piscine, foreste, frutta e TREKKING.

Le mie prime esperienze di trekking sono state fatte qui quindi perdonatemi se non so ben dirvi se mi sono più innamorata di quest’isola o di questa tipologia di esperienza.

Se devo essere sincera le emozioni iniziano ancor prima dell’atterraggio: l’aereoporto Cristiano Ronaldo è il nono per pericolosità al mondo, la pista è davvero breve e una parte di essa è poggiata direttamente sull’oceano ma fermatevi qui, non googlatelo assolutamente altrimenti non ci andrete mai e vi assicuro che vi perderete tanto.

Madeira è un arcipelago di isole vulcaniche formate da Porto Santo, Madeira e altre isolette: personalmente sono stata soltanto sulla seconda per cui parlerò, per ora, solo di questa.

La sua vicinanza con l’Africa è tale che durante tutto l’anno sono presenti fiori e frutti esotici. La cosa meravigliosa di questo posto è che ogni luogo ha caratteristiche naturali differenti:

  • le spiagge sono per lo più rocciose ma qualcuna sabbiosa potreste anche trovarla, ad esempio noi ne avevamo una proprio sotto l’hotel;
  • i centri cittadini sono sia all’avanguardia come Funchal sia dei veri e proprio villaggi, per ammirarne alcuni consiglio una visita nella regione di Machico;
  • l’entroterra è fondamentalmente montuoso ma allo stesso tempo potrete trovare foreste che non hanno niente da invidiare a una “normale” foreste pluviale.

Come avrete ben capito l’auto è essenziale, a meno che non vogliate stare tutto il tempo a prendere il sole in riva al mare. Se avete un qualsivoglia sentore di andare a fare una passeggiata nell’entroterra ricordatevi di richiedere una Macchina con la m maiuscola perchè altrimenti faticherete un bel po’ in salita. Le strade sono tranquillissime, almeno lo sono per un’italiana: fondamentalmente intorno all’isola c’è una sorta di raccordo anulare che vi permetterà di andare ovunque. Noi abbiamo noleggiato una twingo per una cifra davvero irrisoria ma con il tempo abbiamo capito che per le salite non era proprio il massimo ma niente di irrisolvibile, basta un po’ di pazienza.

In molti risiedono a Funchal, noi cercavamo un posto un po’ più tranquillo per cui abbiamo scelto la Ribeira Brava, in particolare https://www.booking.com/hotel/pt/bravamar.it.html.

Ma insomma cosa fare a Madeira??

  • “passeggiatina” da Pico de Ruivo a Pico de Areiro, ben 5,6 km con un dislivello di circa 300 m. Non saprei come descrivervelo a parole per cui lascio parlare le mie foto.DSC_9917DSC_9907DSC_9887DSC_9709

Vi do solo qualche consiglio pratico: partite molto presto perchè il dislivello è di 300 m ma il saliscendi è continuo e a meno che non vi arrendiate al taxi vi “tocca” anche il viaggio di ritorno. Non lasciatevi intimorire dalla marea di gente che troverete all’entrata, in moltissimi si fermano all’osservatorio accanto allo shop.

  •  Levada Calderaio Verde, una giornata a camminare in mezzo a qualcosa di spettacolare. Ore di cammino per poi giungere a un incantevole laghetto con tanto di cascata. Il sole lo vedrete ben poco ma ne vale davvero la pena. Solo per i più temerari il percorso continua fino al calderaio do inferno.

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  • Caminho de sao Lourenço, non fate come noi: non sottovalutatelo. Non è di certo il più difficile dell’isola ma un po’ di attrezzatura tecnica non fa male, soprattutto tanta crema solare! Questa volta infatti il percorso si trova proprio sulla costa e la meta è la fantomatica punta di Sao Lourenço, dominata da un migliaio di spavalde lucertole

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  • Lava pools, una delle attrazioni principali a cui noi però non siamo andati. In compenso al ritorno dalla punta de sao laurenco e in attesa del nostro aereo ci siamo fermati a farci un bagno a http://www.quintadolorde.pt/, un posto pazzesco con un servizio che non può essere da meno.
  • fermarsi a vedere le case di paglia a Santana
  • cenare in un ristorante indiano, non chiedetemi perchè ma sull’isola sono ovunque

Questo post lo dedico al cavalletto gentilmente concesso da Franco Bianco, qui giacerà per sempre perso/rubato da qualche parte e per sempre rimarrà lì impalato davanti a quei bellissimi tramonti.

Una giornata eclettica a Sintra

Durante il nostro soggiorno a Lisbona non abbiamo resistito e ci siamo fatti una veloce scappatina a Sintra, personalmente non avrei potuto farne a meno e se lo avessi fatto avrei privato il nostro interrail di una tappa veramente fondamentale; so che su mio consiglio, in questo caso fin troppo imperativo, in molti vi si sono recati e che nessuno ne è stato deluso per cui allargo l’invito a chiunque sia alla ricerca di qualcosa di davvero particolare.

Fatta la solita corsetta Alfama-stazione Oriente, da qui ci siamo diretti invece alla stazione Rossio dove per una manciata di euro abbiamo preso un treno diretto per Sintra: il viaggio è durato poco meno di un’oretta ma è stato bello assistere al traffico mattuttino dei pendolari, che non ci aspettavamo fossero così tanto. Dalla stazione di Sintra si è subito ben accolti, i centri informazione sono ogni due metri e sono davvero efficienti, mai vista una cosa così in Portogallo. Nella città esiste un bus circolare apposito per i turisti che collega le migliori attrazioni, noi abbiamo scelto di vedere:

  • il centro della cittadina, lo abbiamo percorso in lungo e in largo dopo essere scesi a piedi dal castelo da pena, mi ha ricordato molto Bratislava, forse per i colori o forse per i ristorantini;
  • castelo dos mouros, un qualcosa di spettacolare, una delle cose più suggestive che abbia visto in questo viaggio: il tempo non era dei migliori, la nebbia era fittissima e il freddo si è fatto sentire ma ne è valsa davvero la pena e in più se devo dirla tutta quel tempo cupo forse ha reso il tutto ancora più irreale. Dopo una decina di minuti di cammino nella foresta si arriva alle rovine, il cui sali e scendi ti permette di notare certi scorsi clamorosi. Il percorso richiede il proprio tempo per cui consiglio di visitarlo per primo e di non andare assolutamente di fretta;DSC_9061DSC_9059DSC_9052DSC_8896DSC_8863DSC_8815DSC_8790
  • castelo da Pena, per la prima volta in vita mia ho visitato un posto le cui immagini di google corrispondono alla realtà, nessuno ha giocato con i livelli di contrasto dei colori, è davvero così ! Peccato che sia fintissimo e pieno di gente, tornando indietro nel tempo mi risparmierei la visita, soprattutto quella degli interni e impiegherei il mio tempo nella visita del Palacio nacional de Sintra, che invece abbiamo visto solo passandoci davanti con l’autobus;DSC_9158DSC_9144
  • quinta da regaleira, a neanche cinque minuti a piedi dal centro molte volte viene snobbata dai turisti, che poveri non sanno quel che si perdono. La tenuta comprende giardini, il castello, chiesette e percorsi sotteranei, tra cui pozzi, grotte e dei meravigliosi laghetti: il tutto è organizzato come se fosse un antico parco divertimenti, perchè in fondo è stato creato apposta per questo. Lo abbiamo visitato per ultimo e devo dire che ne è valsa la pena, qui ho scattato una delle foto che ho sempre sognato di fare e che ha rappresentato un vero e proprio obiettivo della mia vita.DSC_9359

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Insomma la città di Sintra va bene proprio per tutti: per chi ama ripercorrere importanti tappe storiche, per le famiglie, per chi vuole camminare, per chi vuole esplorera e per chi semplicemente vuole scattarsi due selfie da pubblicare su instagram.

Mi raccomando tenete bene a mente che l’altitudine si fa sentire, sopratutto sul castelo ds mouros, per cui copritevi.

Ricapitolando il nostro itinerario:

Porto —> https://comunqueandareblog.wordpress.com/2016/09/28/due-giorni-a-porto/

Braga —> https://comunqueandareblog.wordpress.com/2016/11/08/braga-una-gioia-inaspettata/

Coimbra —> https://comunqueandareblog.wordpress.com/2016/12/04/una-visita-nella-citta-universitaria-portoghese-coimbra/

Lisbona –> https://comunqueandareblog.wordpress.com/2017/03/22/lisbona-is-back/

Una visita nella città universitaria portoghese, Coimbra

Uno dei luoghi portoghesi più famosi nel mondo, celebre appunto per la sua antica tradizione universitaria: non è affatto difficile imbattersi in eclettici studenti universitari ben disposti a spiegarvi le loro particolarità. Vi consiglio vivamente di effettuare la vostra visita durante eventi accademici di rilievo, noi ad esempio abbiamo scelto l’inizio dell’anno accademico per cui siamo riusciti a vedere tantissimi ragazzi in divisa. Le caratteristiche che più mi hanno colpito sono state le mantelle con toppe relative ad ogni esame sostenuto e le divertentissime prove a cui erano costrette le matricole.dsc_7576

Cosa vedere e fare:

  • ascoltare del fado di sera;

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  • partecire alle feste e agli spettacoli cittadini, mai visti costumi più belli;
  • passeggiare sul Mondego;
  • Entrare nel monastero di Santa Cruz, come al solito la fortuna non ci ha abbandonati e abbiamo potuto vedere al suo interno un elegantissimo matrimonio;
  • perdersi nella vecchia cattedrale di Coimbra, magnifica dall’esterno e con un chiostro interno che riporta ad altri tempi.
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  • impiegare mezza giornata al monastero di Santa Clara a Velha, una delle cose che mi hanno colpito di più di tutto il viaggio, il complesso è quasi vuoto e forse anche per questo molto suggestivo. Suggerisco di visitare prima il museo vero e proprio, poi guardare il video illustrativo e infine passeggiare nelle antiche rovine al cui interno la luce crea degli effetti pazzeschi. Non sarà difficile per voi immaginare le fatiche e gli stenti delle monache che vi abitarono, anzi.

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  • Museo nazionale Machado de Castro, è il più grande edificio romano del paese e potete facilmente constatarlo visitando le “fondamenta”, potrete vedere quadri, statue e gioielli reali ma soprattutto una restaurazione del convento di Santo Domingos.
  •  visitare l’università e i suoi musei: cosa molto importante è andare presto per prendere i biglietti poiché molte visite sono accompagnate per cui potreste rischiare di dover vedere tutto di fretta per non far tardi alla visita successiva. Il complesso comprende:
  1. la biblioteca joanina, secondo me la più bella del Portogallo, altro che Lello&Irmao. La visita purtroppo è accompagnata però il posto è fantastico, libri e scaffali sono tenuti molto bene, ci sono dei mappamondi davvero antichi e le visite alle carceri dell’università davvero suggestive.
  2. Museo della scienza, molto interessante soprattutto per bambini, si possono provare a fare moltissimi esperimenti di cui si è sempre sentito parlare ma a cui nessuno vi ha mai permesso di assistere.
  3. Aula Magna, luogo dove ancora oggi vengono celebrate le incoronazioni dei neolaureati, è così entusiasmante che ti fa venire voglia di laurearti solo per poterci riunire tutti i tuoi conoscenti.
  4. La cappella purtroppo non abbiamo potuto visitarla perché si stava celebrando un matrimonio, il tutto era gestito da studenti vincenti borse di collaborazione.
  5. Torre dell’orologio, la salita ha messo a dura prova i miei attacchi di panico ma la vista è mozzafiato. La salita e la discesa sono controllate sempre da studenti abbrustoliti a forza di stare tutto il giorno lì sotto al sole.dsc_7691

Dove alloggiare:

Noi abbiamo alloggiato qui https://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g189143-d3564157-Reviews-Santa_Cruz_Pensao-Coimbra_Coimbra_District_Central_Portugal.html

Le camere lasciano a desiderare: soffitti molto bassi, finestre minuscole, il bagno è in comune ma in stanza ci sono lavandino e bidet, purtroppo ai precedenti ospiti pesava recarsi fino in bagno per svuotare la propria vescisa per cui l’odore non era dei migliori. La vista e la posizione compensano, se siete giovani e intraprendenti ve lo consiglio ma per gli schizzignosi….

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Dove mangiare:

Santo Liquido, ristorante molto carino ed elegante, vino ottimo e piatti molto particolari, prezzi che neanche ai fast food.

Biafra Bambole, uno di quei posti che ricorderai  per sempre. Il proprietario era un ragazzo molto cortese, mi ha saputo spiegare tutti gli allergeni presenti nel menù e ci ha consigliato un ottimo panino vegano e un delizioso frullato banana e frutti di bosco con avena, qualcosa di eccezionale. L’attesa non è stata per niente lunga o così ci è sembrato visto che ci aveva messo a disposizione delle carte spagnole con cui poterci intrattenere. Si vedeva che era un locale perfetto per dei giovani e poi è assolutamente da provare soltanto per il fatto che prima di portarti il conto lui ti benedice con un rituale tutto suo.

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Braga, una gioia inaspettata

Seconda tappa del mio viaggio nonchè la più sorprendente

Come spesso accade a quelli  che come me tendono a googlare ogni luogo appena ne sentono pronunciare il nome, sono incappata in uno dei più madornali errori del mestiere: ebbene sì, Braga l’avevo sottovalutata a tal punto da non averla inserita nell’itinerario, il mio sesto senso questa volta ha fallito. Fortunatamente mi sono lasciata convincere a “perdere” una giornata in questa cittadina che sembrava scarna. Bando alla ciance, ANDATECI!

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Collegamenti e alloggio

Siamo partiti da Oporto e dopo un’ora di treno eravamo già a destinazione, anzi eravamo già in albergo: per questa meta abbiamo trovato una vera e propria offerta e ci siamo inoltrati in quello che per noi è stato un lusso sfrenato. Con 27 euro in due abbiamo alloggiato all’Urban Hotel Estacao, un albergo centralissimo, posto proprio davanti la stazione ferroviaria che poichè stava ristrutturando la parte interrata destinata al bar svendeva le proprie camere. La camera era pulita ed enorme, con tanto di balcone. Il personale è stato gentilissimo e la posizione ci ha permesso di girare per la città totalmente a piedi (tranne la visita a Bom Jesus Da Monte).

Cosa abbiamo visto nella città delle campane?

Porta della città e centro storico

Museo dos biscainhos

Si tratta di un palazzo che si può visitare soltanto accompagnati e il cui tour prevede saloni, camere da letto, cucina e stalla: le prime due tipologie di stanze le ho trovate molto comuni ma non poco interessanti mentre le ultime due erano davvero particolari in quanto rispecchiavano la vita che si faceva all’epoca, soprattutto da parte della servitù, per cui ammirando strumenti e utensili era facile intendere quanto piccole nostre accortezze ci abbiamo di gran lunga migliorato la qualità della vita. Prima o dopo la visita guidata si può visitare il romantico giardino abbellito con fontane, aiuole, mura e cappelle.

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Bom Jesus Da Monte

Prima di incamminarci abbiamo letto molte recensioni e siamo partiti con un’angoscia assurda della salita, nonostante ciò ci siamo rifiutati di prendere la teleferica, cosa che invece hanno fatto tutti gli altri presenti: ragazzi è assolutamente fattibile, niente di impossibile, anzi all’arrivo non eravamo neanche affaticati. La passeggiata inizia con una serie di scalinate immerse nel bosco, alla fine di ognuna si possono ammirare cappelle che contengono statue sacre che la scarsa illuminazione rendeva ancora più splendide. Dopo una quindicina di rampe inizia il monumento vero e proprio ovvero le otto bianche rampe di scale che portano alla chiesa: le prime cinque rappresentano i sensi e le ultime tre le virtù. La chiesa in sè non è tutto questo granchè ma è qui che abbiamo visto il primo di una  lunga serie di matrimoni portoghesi. Intorno alla chiesa ci sono molti luoghi di ristoro, si può scegliere tra vari bar e chioschetti oppure tra vari terrazzi da cui poter ammirare la vista.

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Sè di Braga

Una vera e propria rivelazione, a mio parere la cosa più bella in città: l’ingresso è spettacolare, pieno di rovine e colonne mentre l’interno non può che essere da meno.dsc_7265dsc_7271

Museo de Archeologia

Zero emozioni, come se non ci fossi mai stata.

Terme romane

Bellissime e vuotissime, lungo una passerella si può girare intorno alle rovine e da lì vedere il lavoro che stanno facendo gli studenti di architettura sull’adiacente teatro.

Igreja de lapa

Igreja do populo

Convento dos congregados

Igreja de Santa Cruz

Torre de menajem

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RIBADISCO: “perdete” una giornata nelle viette di Braga!

Food:

BLB Bifanaria

Locale molto carino a conduzione familiare in cui servono soltanto tapas, lo consiglio ma soltanto se arrivate presto poichè altrimenti la scelta dei vari piatti si riduce drasticamente. Noi abbiamo scelto caldo verde (squisita zuppa tipica), bifanas e moelas: ogni tapas costa all’incirca 2 E, come da prassi.

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Two days in Oporto

Connections

After a long long morning trip and a stop in Lisboa we finally arrived in Oporto, the public transport from the Oporto airport to the center was very easy and fast, except for a problem at the tickets machine: infact this one was only in portuguese and not so plain but we were not afraid about the language and we bought 2 tickets: then we realize that we bought 2 tickets but on the same card so this was not ok for 2 people but just for one, so we payed for an other one and we started our adventure. History teaches us: it’s always the best to buy tickets separately. The trip from the airport to the city center was about 20 minutes aboard a modern tram and it was around 2 euro.

Accomodation

From the tram stop we immediately went to our pension: when we arrived we were frightened, of course photos are not like the reality and it was our first time with a shared shower. Nevertheless, the low prices (60 euro for 2 nights and two people), the central position and the nice view from our room compensate all.

It is okay for 2/3 days and for people who are loooking for a central and cheap place to stay in.

basic council: ask for a room on the same floor of the reception and not on the attic because the first ones are more spacious.

https://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g189180-d2699000-Reviews-Pensao_Franca-Porto_Porto_District_Northern_Portugal.html

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Attractions

We basically walked all around the city, postponing the old tram trip to our days in Lisboa. This is what we see in one day and half:

Mosteiro e miradouro  Sao Bento da Vitoria

they said that the courtyard is private but I think that the right adjective is abandoned, evertyheless the view is amazing, you can see a counteless roots with red teli and a unique view of the D. Luis I bridge.img_20160915_140853

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Igreja de Sao Nicolau

A typical igreja covered with blu azulejos.

Estaçao ferroviaria de Sao Bento

It’s a strange station, from the outside it looks normal but in the inside you can find a lot of azulejos and modern artworks made with recycled plastic , in particular a representation of a turtle.

Igreja de nossa senhora da vitoria

Igreja da misericordia e igreja paroquial da vitoria

They are closer to the miradouro and the moisteiro of sao Bento da Vitoria.

Igreja de santissima trinidade

Just next to station.

Portuguese centre of photography

It was a surprise, we had time so we entered and we have been able to admire a beautiful exhibition of Leonard Kossoy called “only you”.

Torre dos clerigos e igreja de sao Pedro dos clerigos

The igreja is free but for the tower you have to pay a small price. I suffered from vetrino so you should trust me when I say that it is a magic: because of the view of the city from the tower and because of the view of the interiors of the church from the top and from extraordinary angles. This one is a must visit.dsc_6795.jpgdsc_6852dsc_6894

Ponte D. Luis I

You can’t not see it: it is the most important in the city, it is suitable to the passage of pedestrains, trains and cars, it is build on 2 floors, both pedestrians. Its design was a Gustave Eiffel’s idea but it was realized by one of his students, instead the bridge for Luis I’s wife was designed and realized by Eiffel, but unluckily today is no longer used.dsc_6964

Rio Douro

It seems immense.

Palacio da bolsa

The accompanied visit is mandatory and often it is full. It is a good idea to reserve your visit in the morning and come back in the evening: the available languages are French, Spanish, English and Portuguese. You can have a student ticket just if you are a student group so it’s impossible to have it. The ticket is around 8 euro but it’s worth because guides are very good and the visit to Gustave Eiffel’s gabinetto and arabic room reflects the portuguese traders’  glitz.

Sè de Porto

it is so imposing and beautiful, unfortunately because of its opening hours we didn’t visit the cloister.

Praça de la ribeira

charming by night.

Igreja de sao Francesco

A must visit: the manueline style enchants all.dsc_6913

Livraria Lello&Irmao

Maybe my expectations are to high: the place is nice but there are too people, especially heinous chinese who want to take a photo every 2 steps.

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Avenida dos aliados

You have to see it, it is next to the station!

Igreja do carmo

Capela das almas

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Mercado Bolhao

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Soares dos reis national museum

It is a beautiful museum, it is strange for me but my favourite  pavilion is the modern one, a temporale exhibition of portuguese last year paintings. The inter courtyard looks amazing but we didm’t visit it because it was training but you have to do it for us!

FOODS&CO

the street foods is a must, we eat salt cod croquettes and sandwiches with cutlet around the city. We also went here:

Francesinha do Baixo

A glass of Porto,  half litre of beer, a bottle of sparkling water (terrible in Portugal), a spicy francesinha, a pepper teak at 30 euro. The restaurant is so nice but they conveyed 2 football matches so if you want your partner attention put it with his back to the screen!

Petiscaria Santo Antonio

we had a lunch here, we ordered some tapas likes lupini and olive, carotts, eggs with sausage, codfish, fried jeans and spicci bifanas and we payed 17 euro! The restaurant is intime; if you are looking for a place closer to torre dos clerigos choose it! Remember to go sono because unfortunately the portions end very soon.

Mar Norte

We also had a chinese dinner because we didn’t want to eat more proteins so we ordered two riced, a big spring roll (it is strange, it was just one and so big), two soups. This restaurant is near to the Douro and its name is Mar Norte. Soups were excellent, rise was normal and the spring roll not so good. 

Due giorni a Porto

Collegamenti

Dopo una lunga, anzi lunghissima mattinata di viaggio e uno scalo a Lisboa siamo giunti finalmente a Oporto, da qui il trasporto aereoporto/centro tramite mezzi pubblici non è mai stato così facile e veloce tranne per il piccolo inconveniente sopraggiunto alla macchinetta dei biglietti: questa infatti era esclusivamente in portoghese e davvero poco chiara ma non ci siamo fatti spaventare dalla lingua e abbiamo acquistato due viaggi, ovviamente subito dopo abbiamo scoperto che i due viaggi erano stati venduti su una singola card che non poteva valere per due passeggeri, perciò ne abbiamo dovuta fare una seconda e pagare così 3 viaggi invece di 2. La storia insegna: è sempre meglio comprare i biglietti singolarmente. Il viaggio in sè dura una ventina di minuti a bordo di un tram modernissimo e il suo costo è di 2 euro circa.

Alloggio

Dalla fermata del tram ci siamo subito diretti alla nostra pensione: inutile dire che appena arrivati ci è preso un colpo, le foto ovviamente non rispecchiavano la realtà e per la prima volta ci siamo inoltrati nell’avventurosa esperienza della doccia in comune. Nonostante ciò, il prezzo irrisorio (60 euro in due per due notti), la posizione assolutamente centrale e la vista squisita hanno altamente compensato il tutto.

Per pochi giorni e per persone alla ricerca di un posto economico

Consiglio fondamentale: richiedete una camera sul piano della reception e non sul sottotetto poichè le prime sono molto più spaziose.

https://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g189180-d2699000-Reviews-Pensao_Franca-Porto_Porto_District_Northern_Portugal.html

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Attrazioni

Abbiamo esclusivamente camminato, rimandando l’esperienza di salire su un tram d’epoca alla prossima occasione a Lisbona. Ecco cosa abbiamo visto in una giornata e mezza:

Mosteiro e miradouro  Sao Bento da Vitoria

Il cortile è a loro detto privato ma sarebbe meglio definirlo abbandonato, nonostante ciò la veduta è mozzafiato, si scorgono un’infinita di tetti tegolati in rosso e una posizione unica del ponte D. Luis I.

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Igreja de Sao Nicolau

Tipica igreja ricoperta di azulejos blu.

Estaçao ferroviaria de Sao Bento

E’ una stazione molto particolare, dall’esterno sembra normale ma all’interno vi si trovano moltissimi azulejos e opere d’arte contemporanee fatte in plastica riciclata, in particolare una grande rappresentazione di una tartaruga.

Igreja de nossa senhora da vitoria

Igreja da misericordia e igreja paroquial da vitoria

Si trovano accanto al miradouro e al monastero di S. Bento da Vitoria.

Igreja de santissima trinidade

Proprio accanto alla stazione.

Portuguese centre of photography

ci siamo entrati totalmente fuori programma e abbiamo potuto ammirare una bellissima mostra di Leonard Kossoy intitolata Only you.

 

Torre dos clerigos e igreja de sao Pedro dos clerigos

la igreja è gratuita mantra la salita sulla torre è a pagamento, con un prezzo irrisorio. Da persona che soffre gravemente di vertigini posso dirvi che ne vale veramente la pena, sia per la vista dalla torre sulla città sia per la vista dell’interno della chiesa da particolari angolazioni durante la salita. A mia detta è uno dei must visit della città.

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Ponte D. Luis I

Impossibile non vederlo, è il più importante della città, è adatto al passaggio di pedoni, treni e machine, è strutturato su due piani, entrambi pedonali. Il suo progetto è stato ideato da Gustave Eiffel ma eseguito in seguito da un suo studente, mentre il progetto del ponte dedicato alla moglie di Luis I è stato ideato e attuato dallo stesso Eiffel, purtroppo quest’ultimo oggigiorno rimane inutilizzato.

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Rio Douro

Sembra immenso a causa della vicinanza della foce.

 

Palacio da bolsa

E’ possibile soltanto la visita accompagnata ed è quasi sempre pieno. Conviene perciò andarlo a prenotare la mattina per poi visitarlo il pomeriggio in tutta tranquillità; le lingue disponibili sono portoghese, spagnolo, francese e inglese. Il biglietti per studenti si può fare soltanto se il gruppo è compost da soli student per cui si deve andare con un gruppo già organizzato in precedenza. Il biglietto intero costa 8 euro ma vale la pena poichè le guide sono molto brave e la visita al gabinetto di Eiffel e la camera in stile arabo riflettono tutto lo sfarzo dei commercianti portoghesi. Il palazzo viene ancora oggi utilizzato dai commercianti così da non perdere alcuna tradizine. Un altro must visit.

Sè de Porto

Molto imponente e bella, purtroppo a causa dell’orari non siamo riusciti a visitare il chiostro, come ci è accaduto anche con l’igreja de santa clara.

Praça de la ribeira

Affascinante, soprattutto di sera.

Igreja de sao Francesco

Un altro must visi; lo stile manuelino ti lascia davvero a bocca aperta.

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Livraria Lello&Irmao

Sinceramente mi aspettavo di più, il posto è carino ma I prezzi dei libri improponibili ed è strapieno di gente, soprattutto di cinesi odiosi che provano a farsi foto ogni 4 passi.

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Avenida dos aliados

Proprio accanto alla stazione perui è impossibile non vederla.

Igreja do carmo

Capela das almas

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Mercado Bolhao

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Soares dos reis national museum

Davvero un bel museo. Stranamente la parte che mi ha colpito di più è stata quella moderna, un’esposizione temporanea di quadri di artisti portoghesi tutti realizzati nell’anno corrente. Il cortile interno si può visitare e dalle finestre sembrava davvero bellissimo, purtroppo pioveva troppo ed era stato chiuso.

Cibo & co

Il cibo da strada regna, crocchette di baccalà e panini con cotoletta sono stati di uso quotidiano ma per i pasti veri e propri siamo stati qui:

Francesinha do Baixo

Abbiamo preso un bicchiere di Porto, mezzo litro di birra, una bottiglietta di acqua frizzante (terribile in tutto il Portogallo), una francesinha picante e una bistecca al pepe, tutto ciò per soli 30 euro. L’ambiente era carino ma purtroppo trasmettevano ben due partite e l’occhio di qualcuno tendeva sempre a caderci sopra….

Petiscaria Santo Antonio

Qui abbiamo pranzato con varie tapas come lupine, olive, carote, uovo con salsiccia, fagioli fritti e bifanas piccanti per 17 euro. L’ambiente era molto carino anche se i tavolini erano piuttosto piccoli. Si trova accanto alla torre dos clerigos ma bisogna andarci presto poiché finiscono presto le porzioni e con il tempo la scelta sul menù va via via diminuendo.

Mar Norte

Una sera abbiamo ceduto e siamo andati al ristorante cinese poichè non ne potevamo più di proteine, abbiamo preso uno spring roll enorme, una zuppa di pollo e una di mais e due risi con pollo, il nome del ristorante è Mar Norte e si trova vicino al Douro. Le zuppe erano ottime, l’involtino pessimo e i risi nella norma.